Mini-Imu, si rischia di fare flop

Rischio flop per la mini-Imu, che entro il 24 gennaio dovrebbe portare alla cassa i possessori di prime case nei circa 2.390 comuni che hanno previsto aliquote superiori allo 0,4%. La scarsa conoscenza delle regole (cambiate di continuo negli scorsi mesi), la relativa complessità dei calcoli necessari per quantificare l’imposta dovuta, ma soprattutto la disapplicazione di sanzioni e interessi in caso di mancato versamento potrebbe suggerire a molti contribuenti di soprassedere. A quel punto, nelle casse dei sindaci potrebbero venire a mancare buona parte dei circa 400 milioni attesi. Governo e parlamento, quindi, sono alla ricerca di soluzioni alternative.
Mancano poco più di due settimane alla scadenza per il pagamento della cosiddetta mini-Imu: la legge di Stabilità (l. 147/2013), infatti, ha spostato al 24 gennaio il termine inizialmente fissato al 16 gennaio dal dl 133/2013. L’appuntamento interessa soprattutto (anche se non solo) i possessori di abitazioni principali collocate nel territorio di quei comuni che, negli ultimi due anni, hanno alzato l’aliquota al di sopra del livello standard del 4 per mille stabilito dalla legge statale. Si tratta, come detto, di 2.390 enti, per una platea potenziale di 24 milioni di contribuenti. Quasi, un italiano su tre.

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