Riforme, Renzi mette le carte in tavola. Solo Grillo non ci sta

Matteo Renzi getta le carte in tavola e propone a tutti i partiti un accordo per le riforme: legge elettorale, fine del bicameralismo perfetto, riforma del titolo V della Costituzione per semplificare il quadro istituzionale e restituire allo stato alcune competenze trasferite alle regioni. Ma non è tutto, perché il segretario del Pd, rivolto questa volta alle forze politiche che sostengono il governo guidato da Enrico Letta, scrive e sottolinea con l’evidenziatore le sue intenzioni anche su temi che potrebbero mettere in  pericolo la stabilità dell’esecutivo: come la legislazione sulle unioni civili tra persone dello stesso sesso e la revisione della Bossi-Fini, entrambe da inserire secondo Renzi nel patto di coalizione da concludere entro gennaio.

Il messaggio alla maggioranza:

“All’interno del patto di coalizione che si dovrebbe siglare a gennaio  tra le forze che sostengono la maggioranza”, si legge nella lettera inviata da Renzi a tutti i partiti, “sarà cura del Pd chiedere che ci sia un capitolo Diritti Civili che comprenda non solo le modifiche alla Bossi Fini o le unioni civili per persone dello stesso sesso o la legge sulla cooperazione internazionale o i provvedimenti per le famiglie, ma anche una disciplina più moderna ed efficace delle adozioni. Pensandoci bene, questi non sono Diritti Civili, ma Doveri Civili: un paese che non si occupa in modo serio di questi argomenti come fa a definirsi civile”, si chiede il segretario del Pd.

Le proposte a tutti i partiti

Poiché “il mandato delle primarie dell’8 dicembre è fortissimo e non accetta compromessi: subito una legge elettorale seria, riforma della politica con tagli per un miliardo di euro, provvedimenti immediati sul lavoro perché torni un briciolo di speranza nel futuro dell’Italia”, scrive Renzi nell’E-News pubblicata nel suo sito. .”Ho scritto oggi a tutti i leader degli altri partiti. Per fare le riforme il Pd è decisivo, senza il Pd non si fanno. Ma il Pd da solo non basta. Le riforme non si realizzano da soli, come la moda di oggi di farsi da soli le foto con il telefonino: la riformaselfie non esiste. E meglio così, perché le regole si scrivono insieme”. Sulle legge elettorale Renzi propone “tre soluzioni molto diverse l’una dall’altra ma tutte e tre con la fondamentale caratteristica di rispettare il mandato delle primarie dell’8 dicembre che costituisce il riferimento fondamentale mio e del Pd. Doppio turno come i sindaci, modello spagnolo con premio di maggioranza e circoscrizioni piccole, rivisitazione della legge Mattarella con premio di maggioranza al posto del recupero proporzionale. Vediamo gli altri se ci stanno o vogliono solo perdere tempo, noi su una delle tre siamo pronti a chiudere. Perché tutte e tre garantiscono governabilità. Alternanza. Chiarezza. Sono tutte comprensibili da chiunque. Sono chiare e restituiscono fiducia nella politica”. Il segretario spiega che “la settimana prossima il Pd sarà a totale disposizione dei singoli partiti per incontri bilaterali che aiutino a precisare, approfondire, modificare la proposta migliore. Poi, la settimana che inizia il 14 gennaio la Commissione Affari Costituzionali della Camera entra nel vivo. E per regolamento ha pochissimo tempo per decidere. Dunque, se vogliamo fare le cose sul serio, eccoci. In quindici giorni la politica può recuperare la faccia che ha perso in questi anni”.

L’incontro con Letta e il tema del rimpasto

Probabilmente nell’agenda di Renzi troverà spazio anche un incontro con il presidente del consiglio, Enrico Letta. Un faccia a faccia che potrebbe svolgersi già nel corso del weekend in Toscana, dove Letta passerà alcuni giorni di vacanza. Un incontro che servira’ anche a mettere a punto il patto di governo per il 2014 su cui l’esecutivo intende giocare il tutto per tutto e che potrebbe includere anche un rimpasto di  governo. Ma oggi il premier ha fatto sapere che comunque non intende farsi dettare l’agenda e i contenuti del contratti di coalizione dal segretario del Pd. Fonti vicine a palazzo Chigi spiegano che il sistema elettorale, e su questo Renzi concorda, dovrà rispondere alla necessità di salvaguardare l’alternanza in base al principio intoccabile del bipolarismo e dare modo all’elettore di scegliere gli eletti.  L’altro punto sul quale il governo insiste è la necessità di avviare il confronto con le forze di maggioranza per poi aprire il dialogo con tutti i partiti di opposizione.

Berlusconi loda Renzi e punta sull’election day
“Colgo con positività il metodo proposto dal segretario del Pd Matteo Renzi sia rispetto alla possibilita’ di incontri e consultazioni bilaterali, sia rispetto al fatto che abbia messo sul tavolo diverse ipotesi, tra le quali c’è certamente una soluzione ragionevole, utile a garantire governabilità piena, un limpido bipolarismo e chiarezza di scelta per gli elettori”, ha commentato il presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi. “Colgo l’occasione, su un altro piano, per anticipare che, rispetto alle scadenze elettorali che già sono in agenda (e cioè le elezioni europee, e una consistente tornata amministrativa), la nostra posizione è chiara: serve un election day per garantire una alta partecipazione e un notevole risparmio di spese per lo Stato”.

Alfano: al lavoro sulla legge modello sindaci – “Siamo coerenti con quanto detto: noi siamo pronti al lavoro sulla legge elettorale sul modello dei sindaci. L’impianto di quella legge è chiaro e ha funzionato. Non c’è bisogno di molte altre parole. Se si vuole si può. Noi la legge elettorale la vogliamo cambiare e subito”. Così il leader del Ncd Angelino Alfano risponde a Matteo Renzi.

Grillo ordina ai suoi: non rispondente alle provocazioni
“Non cedere alle provocazioni di Renzi su media, le risposte verranno date dai capogruppo M5S nelle sedi opportune. Grazie. F. D’Incà”. E’ con  un sms che il leader del M5S Beppe Grillo fa ordinare ai suoi parlamentari di evitare commenti sulle aperture di Renzi. Un messaggio che però da alcuni tra i dissidenti del Movimento, come l’ennesima dimostrazione di un ‘vertice’ che “vuole censurare i parlamentari dall’alto”.

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