Bergamo, guida dopo aver assunto cocaina: esame delle urine non basta. “Assolto”

Si era messo alla guida sotto l’effetto di stupefacenti ma l‘esame delle urine non è bastato al giudice per incriminarlo. Il giovane, 22 anni di Merate in provincia di Lecco, è stato assolto perché il fatto non sussiste.
Lo ha stabilito il giudice per l’udienza preliminare Alberto Viti. Il giovane, fermato a Bonate Sopra (Bergamo) da un posto di blocco, il 16 ottobre dello scorso anno, secondo i carabinieri era in stato visibilmente alterato. Dopo un controllo dell’auto, a bordo della quale hanno trovato un piccolo quantitativo di hashish e cocaina, i militari lo hanno accompagnato al Policlinico di Ponte San Pietro per sottoporlo ai dovuti controlli.
Dall’esame delle urine prelevate la sera stessa del controllo risultava la presenza dei cosiddetti cataboliti della cocaina. Per l’accusa il test era la prova che il giovane si era messo alla guida sotto l’effetto della droga. Ma per il giudice non è stato invece sufficiente.
Il giudice ha, infatti, ascoltato la perizia di un responsabile dell’Asl, Massimo Corti, che aveva spiegato – tra le altre cose – come effettivamente il risultato ottenuto dall’analisi delle urine dimostrava solo che nelle 48 ore precedenti al test era stato fatto uso di cocaina.
E’ possibile, perciò, che l’effetto della droga fosse già svanito nel momento in cui il giovane si era messo alla guida. L’indicazione oraria è stata ritenuta troppo vaga per poter arrivare a una condanna definitiva. Sarebbe bastato un esame del sangue a fugare ogni dubbio.

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