Puglia: l’Istituto Zooprofilattico sperimentale nuovamente sotto la lente dei misteri

459-0-13757160253658583Dopo il Senato a settembre scorso, è ora la Camera con il deputato M5S L’Abbate ad interessarsi alla fase di stallo che sta paralizzando l’IZS di Puglia e Basilicata di Foggia

È uno dei dieci Istituti Zooprofilattici Sperimentali d’Italia ma pare non essersi mai adeguato alle normative nazionali negli ultimi 20 anni. È l’IZS di Puglia e Basilicata, con sede a Foggia, che vive una fase di stallo amministrativo e gestionale, nonostante i dipendenti si prodighino quotidianamente nelle loro attività. E se le vicende economiche legate al mancato trasferimento da parte della Regione Puglia all’IZS paiono essersi, in parte, risolte nei giorni scorsi, a tener banco è la sopravvenuta mancanza del numero legale dei componenti del consiglio d ’amministrazione, che sta comportando problemi legati anche burocratico-amministrativi. Come la mancata approvazione del consuntivo 2012 o, se non vi saranno novità entro fine anno, sia del bilancio preventivo 2014 sia dell’esercizio provvisorio, creando una paralisi pressoché totale dell’Ente. Inoltre, la mancata approvazione della programmazione triennale e di ogni atto di indirizzo e pianificazione dell’IZS ha portato ad inevitabili ripercussioni sulle attività istituzionali finalizzate alla tutela della salute pubblica. Attualmente, infatti, la giunta esecutiva si riunisce saltuariamente e su argomenti limitati, seppur permangono dubbi circa la validità delle riunioni visto che, come previsto dalla Statuto, la giunta esecutiva è nominata dal Consiglio di Amministrazione e ha la medesima durata. Una vicenda alquanto intricata e su cui il deputato pugliese L’Abbate del MoVimento 5 Stelle  chiede ai ministeri di intervenire, tramite un’interrogazione parlamentare.

Si rischia inutilmente la paralisi – dichiara Giuseppe L’Abbate (M5S) – L’attuale situazione non è più procrastinabile e vanno prese decisioni nette ma condivise. Se gli enti locali non sono in grado di far fronte a ciò che serve per permettere all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Foggia, toccherà al Ministero fare le dovute pressione per sbloccare definitivamente il tutto. I cittadini della Puglia e della Basilicata necessitano di un IZS efficiente e produttivo che non può rimanere, da un lato, l’unico in Italia a non essersi ancora adeguato alle normative nazionale e, dall’altro, privo dei bilanci e delle direttive amministrative per il futuro”.

L’IZS di Foggia, che conta sette sedi tra Puglia e Basilicata, è un ente sanitario che opera nell’ambito del Servizio sanitario nazionale, in materia di igiene e sanità pubblica veterinaria, per la tutela della salute e per il benessere animale, il controllo dell’igiene degli allevamenti, la tutela della sicurezza degli alimenti di origini animale e degli alimenti zootecnici a garanzia della salute del consumatore. Ma, come hanno lamentato due settimane fa le stesse sigle sindacali proclamando lo “stato di agitazione dei lavoratori” dell’ente, l’IZS non ha mai attuato né la riforma introdotta dal d. lgs. 270/1993 né ha mai nominato i nuovi organi istituzionali ai sensi del d. lgs. 106/2012, che integra il precedente decreto. Una situazione su cui è intervenuto, a metà settembre, il senatore D’Ambrosio, limitandosi a contestare la nomina di commissario straordinario del signor Ciro Mundi, a cui il sottosegretario per la salute Fadda ha risposto che “non risponde alle norme attualmente in vigore”. E nonostante i solleciti del Ministero guidato dalla Lorenzin, le Regioni non hanno ancora provveduto ai propri compiti.

Per questo – continua il deputato Giuseppe L’Abbate – chiediamo al Ministero della salute se abbia davvero provveduto a sollecitare una risposta da parte delle regioni coinvolte come promesso nella risposta all’interrogazione in Senato. E se, nel caso di reiterata inadempienza degli enti locali, non intenda proporre lo scioglimento del consiglio di amministrazione. Va dato uno scossone e va dato quanto prima per tornare alla normalità: se le Regioni non rispondono – conclude L’Abbate – spetta al Ministero riportarle sulla retta via”.

Trasmesso e pubblicato

Ufficio Stampa

On. Giuseppe L’Abbate

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