Procreazione: Interventismo tribunali mette in crisi la sanità pubblica

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Dichiarazione on. Eugenia Roccella:

Secondo il Tribunale di Roma la sentenza della Corte dei Diritti dell’Uomo, che consente la diagnosi preimpianto alla coppia Costa – Pavan, va applicata in modo estensivo e non soltanto ai soggetti che hanno fatto ricorso. Si tratta di un’interpretazione molto discutibile che pone una serie di dubbi e apre nuove criticità.

In primo luogo, la legge 40 permette l’accesso alla procreazione assistita solo alle coppie infertili: è impossibile, quindi, adottare in modo generalizzato la diagnosi preimpianto senza violare la legge su un punto fondamentale che nemmeno la Corte Costituzionale ha modificato. Ma le maggiori criticità riguardano il delicato equilibrio del sistema sanitario, tra risorse e prestazioni. Non spetta alla magistratura stabilire i requisiti delle strutture e i criteri di appropriatezza dei trattamenti, e l’interventismo dei tribunali rischia di mettere in seria crisi la sanità pubblica.  E’ curioso, poi, che tra chi plaude a questa decisione del tribunale di Roma ci siano anche gli stessi che giustamente contestano le autorizzazioni dei giudici ai trattamenti di stamina.

Va sottolineato, inoltre, che la pressione ininterrotta per smontare la legge 40 non proviene tanto dai cittadini, che hanno disertato in massa il voto referendario per modificarla, quanto da potenti lobby che rappresentano interessi economici ben precisi.

Riceviamo e pubblichiamo dall’Ufficio Stampa

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