Niente tasse se la p.a. non paga

Se la p.a. non ha pagato i suoi crediti le tasse possono aspettare. Almeno fino alla fine dell’anno e per un importo corrispondente alle fatture inevase. Le somme dovute dallo Stato per forniture e servizi potranno essere utilizzate anche per saldare il conto di accertamenti con adesione o mediazioni tributarie. Mentre il limite annuo per le compensazioni fiscali dal 2014 balzerà da 700 mila a 1 milione di euro, che saliranno a 2 milioni per le aziende con bilancio certificato da una società di revisione e a 4 per le quotate. È quanto prevede la bozza di decreto legge «Fare-bis», che, secondo quanto ha annunciato ieri il ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato, dovrebbe andare entro le prossime due settimane all’esame del consiglio dei ministri.
Il provvedimento (i cui contenuti, ovviamente ancora suscettibili di modifiche e integrazioni, sono sintetizzati nella tabella in pagina) porta con sé una nuova spinta allo smaltimento dei debiti commerciali delle pubbliche amministrazioni nei confronti di imprese, autonomi e professionisti.

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