ANTICOAGULANTE SOTTO I RIFLETTORI

Le famiglie di quattro persone francesi morte nei primi mesi del 2013, che avevano assunto Pradaxa (un anticoagulante di nuova generazione), hanno deciso di presentare una denuncia contro la casa tedesca Boehringer Ingelheim che commercializza il prodotto. I querelanti si muovono anche contro l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza dei Medicinali (ANSM), accusata in particolare di aver violato i principi di precauzione e prevenzione, ha detto Philippe Courtois, l’avvocato delle famiglie, il quale, tuttavia, raccomanda di “non interrompere il trattamento senza consultare il medico”. La Boehringer Ingelheim, che commercializza il Pradaxa, ha promesso ieri di “cooperare attivamente” con le autorità francesi sulla questione. Da parte sua, la ANSM ha fortemente raccomandato ai pazienti che ricevono questo tipo di trattamento di non interromperlo senza consultare prima il medico, in caso di dubbio. L’Agenzia “ovviamente rispetta il dolore delle famiglie, ma non commenta la decisione di presentare un reclamo. Spetta al giudice decidere”, ha detto il Dr. Lotfi Boudali, capo della divisione cardiovascolare, trombosi e metabolismo presso l’Agenzia sanitaria. “La ANSM assume con la Commissione europea, che ha rilasciato l’autorizzazione per l’immissione sul mercato di farmaci, un rapporto rischio/beneficio favorevole con tutti gli anticoagulanti, anche con i nuovi anticoagulanti orali (chiamati “NACO”), dei quali fa parte il Pradaxa, con riserva di buon uso per ogni singolo paziente”, ha aggiunto. Queste denunce per omicidio colposo arrivano meno di un mese dopo che la ANSM aveva messo in guardia su questa nuova classe di anticoagulanti apparsi nel 2008 ed utilizzati per prevenire l’ictus, specie dopo un intervento all’anca o al ginocchio o per le persone con fibrillazione atriale, un disturbo del ritmo cardiaco.

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