Oro contro mattone, la sfida dell’autunno

La crisi economica impone prudenza negli investimenti, ma anche una ricerca mirata verso rendimenti sicuri e protezione del capitale. Una cautela oggi necessaria anche nei confronti di due beni rifugio per eccellenza come l’oro e il mattone, sotto i riflettori più per l’andamento poco confortante che per la certezza della resa. L’oro da inizio anno ha perso oltre il 20%, il mattone è in crisi da sei anni ormai. E lo shutdown americano degli ultimi tre giorni potrebbe comprimere ulteriormente i valori del metallo giallo. Quale futuro dunque?

Anja Hochberg, Head Investment Strategy dell’Asset Management di Credit Suisse, ritiene che l’oro come il real estate siano entrambi utili e importanti elementi per diversificare il portafoglio. “Mentre non vediamo dei rialzi rilevanti per l’oro nei prossimi due mesi – dice -, di fatto nel lungo periodo l’oro è ben supportato ed è un ottimo hedge di lungo specie nei confronti dell’inflazione. Ed è percepito come un bene rifugio”.
Quale sarà il trend per il real estate in Italia e in Europa? “Anche se di fatto al momento per i prossimi mesi preferiamo gli Usa e alcuni mercati asiatici, in Europa manteniamo un atteggiamento positivo specie verso la Germania.

Il costo/opportunità di detenere oro peggiora in un contesto di tassi che tendono al rialzo. Peraltro a oggi potrebbe continuare il rischio di sell off visto nei mesi precedenti. “L’oro è un asset che performa bene nei periodo di crisi -dice – ed è un ottimo hedge per l’inflazione e per gli imprevisti. Non dimentichiamoci che il mercato dell’oro è globale e quindi è un asset estremamente liquido”. Molto meno liquido è il mercato immobiliare. Soprattutto in Italia in questa fase. Ed è legato a un singolo mercato di riferimento. Il real estate può dare rendimenti che in questa fase di post-correzione dei prezzi si sono fatti interessanti. “Fatte queste considerazioni riteniamo preferibile investire in real estate, viste le previsioni di una lenta uscita dalla crisi dell’Europa e di attese di tassi bassi ancora per un periodo, come indicato da Draghi”.

Il mattone è l’oro delle famiglie italiane
Antagonista dell’oro potrebbe essere il mattone. Altro bene rifugio per eccellenza, meno liquido ma in alcuni casi più appetibile.
Il mattone è vero non dà cenni di ripresa a breve, anche se qualche operatore intravede timidi segnali di decelerazione nella discesa. Nomisma prevede una stabilizzazione delle compravendite, con un cambio di intonazione tra la prima e la seconda parte dell’anno. “Di fatto il 2013 è il punto più basso del mercato in termini di transazioni – dice Luca Dondi, direttore generale di Nomisma -. Sul fronte prezzi, invece, prevediamo ancora cali, anche per tutto il 2014, che complessivamente saranno dell’entità del 6-7% circa in termini nominali (per ottenere il calo in termini reali bisogna considerare anche l’inflazione, e si arriva al 10%)”. Qualcuno avanza l’ipotesi di cali ben più consistenti per vedere domanda e offerta incontrarsi di nuovo.

Ci sono poi degli aspetti fiscali che penalizzano il mattone nel breve periodo. L’Imu sulla seconda casa, le tasse e la fiscalità penalizzante se si vende entro i 5 anni. Se si guarda a un arco di 10 anni almeno allora il mattone resta un mercato interessante.
“Chi ha comprato nel 1990 e venduto nel 2000 ha guadagnato il 30% – dice Breglia -. L’oro oscilla di più, visto proprio il trend nell’ultimo periodo. Il mattone ha una banda di oscillazione massima in termini reali del 20%”.
È vero poi, sostiene Breglia, che il mattone è molto più lento nelle reazioni, ma nemmeno l’oro è così facilmente liquidabile, se si pensa che i gioielli si vendono a peso e se si considerano anche le truffe dovute alle bilance truccate.

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