Cresce il fatturato all’estero delle imprese italiane

Crescono all’estero cercando di compensare la stagnazione del mercato italiano. È questo il dato più interessante del Rapporto 2013 sull’industria delle costruzioni italiane nel mondo, presentato oggi dall’Ance. Secondo i dati dell’associazione dei costruttori, lo scorso anno il fatturato estero è cresciuto dell’11,4% e le nuove commesse hanno raggiunto quota 12 miliardi compensando la crisi del settore nel nostro paese (-4,2%). «Se nel 2012 in Italia il settore delle costruzioni ha segnato il punto più basso mai registrato», spiega il rapporto, «il mercato estero ha continuato a essere uno sbocco importante per le imprese edili». In particolare, dal 2009, «per un numero crescente di imprese l’estero ha rappresentato più del 50% del fatturato totale prodotto, a testimonianza del declino del peso del mercato interno». Lo studio fa poi presente che «una crescita fondamentale riguarda le concessioni: autostrade, ospedali, impianti energetici e acquedotti, dove le imprese italiane hanno creato delle solide partnership con i più grandi player internazionali del settore e con le più importanti istituzioni finanziarie mondiali (fondi e banche d’investimento). Si parla di contratti del valore di 63 miliardi di euro nell’ambito di raggruppamenti internazionali, di cui 11,5 mld appannaggio delle imprese italiane”. Secondo l’Ance, sono 88 i paesi che vedono la presenza nel 2012 di aziende di costruzione italiane, 9 dei quali del tutto nuovi: Cipro, Irlanda, Camerun, Costa d’Avorio, Guinea, Malawi, Canada, Thailandia e Zambia. Le nostre imprese, conclude il rapporto, «nell’ultimo anno sono riuscite a penetrare mercati sempre più competitivi e più selettivi, come Canada, Stati Uniti e Australia. Analizzando i primi dieci mercati in cui sono localizzate le nuove commesse, quattro appartengono all’Ocse (Stati Uniti, Grecia, Cile e Messico) e un altro fa parte dei Bric (Russia)».

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1 Comment

  • Si ma non si tratta certo di ripresa! LA vera ripresa non ci sarà mai ( specie con questi Politici politicanti) nel senso che non riprenderemo mai le posizioni di 8 anni fa. Si tratta solo della inversione di tendenza da negativa a positiva . Ma dopo che da , esempio, 600 sei arrivato a 20 se ti riprendi di 1 , sempre a 21 resti ! GIORNALISTI,e POLITICI DITELA TUTTA per favore ! Parlatene in numeri assoluti e non relativi, smettete di parlarne in modo statistico e fatelo in modo realistico : 2 non è un gran numero , ma resta il 100% di aumento di 1 !

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