Il Bildemberg e la crisi di governo

di Michele Imperio

enrico letta filoamericanoUna delle ragioni della rovinosa caduta di questo governo è l’infimo profilo del suo premier Enrico Letta, un’autentico minus habens!

Anche i bambini capiscono che il presidente di una coalizione di governo deve garantire i partiti che ne fanno parte e segnatamente i suoi leaders.
E’ convinzione di molti in questo paese che Silvio Berlusconi, in quanto già braccio finanziario di Bettino Craxi, in quanto sostenitore del sovrainsmo e dell’autonomia dell’Italia rispetto a Stati Uniti e Gerrmania, sia perseguitato da quello stesso segmento della Magistratura politicizzata, che già a suo tempo in ossequio a voleri superiori liquidò compeltamente il leader del P.S.I. Bettino Craxi con le inchieste sulla corruzione e gestì le stragi siciliane (“non sarà la Mafia a uccidermi ma alcuni miei colleghi Magistrati” Paolo Borsellino 18 luglio 1992)craxi
Però era chiaro che Berlusconi, accettando di collaborare in un govenro di cui era parte anche il Partito Democratico, invocava legittimamente dal leader del nuovo governo di larghe intese una tutela quanto meno politica della sua persona nei confornti di questo segmento della Magistratura.
Ora su questo punto chiunque può pensarla come vuole, può pensare che Berlusconi è un perseguitato dalla Magistratura epr le ragioni dette oppure può pensare che Berlusconi è un bandito e che la Magistratura fa solo il suo dovere. Ma se si pensa in questo secondo modo non si accetta l’incarico di presiedere un governo che si regge anche sul sostegno di Silvio Berlusconi. Si rifiuta. E si lascia che il governo lo faccia un altro.
Invece Enrico Letta ha accettato di formare questo governo con questa maggioranza e sin dal primo momento ha recitato la litania che il PDL deve tenere distinte le due questioni: le sorti di Berlusconi da un lato, l’azione di governo dall’altro. E – quel che peggioi – ha convinto anche Giorgio Napolitano di questa esigenza.
Ma – santiddio! – questa è una decisione che deve prendere il PDL! Con i suoi organi dirigenti!
E’ ridicolo che Enrico Letta si atteggi a segretario politico del PDL e voglia imporre lui al PDL la linea da seguire per gestire il caso Berlusconi.
Ancor più ridicolo è il fatto che egli, nel momento più caldo della crisi, pronunci l’espressione “prendere o lasciare” con riferimeno all’adesione a questa linea, quando nemmeno dispone di una maggioranza alternativa a quella che – nonostante tutto – gli ha dato la fiducia.
Questo fa veramente sorridere!
la stampaIl quotidiano “la Stampa”, che sicuramente non la pensa come noi, descrive Enrico Letta nell’ ultimo consiglio dei ministri come se fosse un pugile: “Sono stufo – ha detto – di questi ricatti sulla questione giudiziaria di Silvio Berlusconi!”. Poi un colpo diretto al volto: «Basta con gli aut aut e le divisioni, adesso mi dite se siete ancora ministri di questo governo o se non lo siete più!”. Infine – sempre “la Stampa” – sferra un colpo basso: «Avete compiuto un’operazione vergognosa annunciando le dimissioni dei parlamentari mentre ero all’Onu!”. Né poteva mancare una minaccia d’addio: «Se non ci fosse questa legge elettorale mi sarei già dimesso… Comunque non ho alcuna intenzione di vivacchiare o di farmi logorare. O si rilancia il governo o è finita!».

Poi – continua il quotidiano “La Stampa” – Letta ha congelato il decreto con la “manovrina”. Ha messo il Pdl nella scomodissima posizione di essere responsabile dell’aumento dell’Iva. “E se scatenerete la crisi sarete responsabili anche del pagamento dell’Imu e di una probabile crisi finanziaria!”

berlusconi pensierosoOra ci dica il lettore: che altro poteva fare Silvio Berlusconi di fronte a qeusti stupidi e autoritari atteggiamenti di Enrico Letta se non rilasciare immediatamente nella serata di ieri la seguente dichiarazione: «L’ultimatum di Letta è inaccettabile e irricevibile, i ministri del Pdl diano subito le dimissioni»?.

E’, chiaro poi che la goccia che ha fatto trabocarre il vaso è l’aumento dell’IVA. Se in una fase così delicata e calda dei rapporti fra lui e il P.D.L. Enrico Letta ci mette pure l’aumento dell’Iva quando uno dei patti fondanti di questo governo era quello che bisognava eviatere nel modo più assoluto ogni uteriore aumento di tasse, che cosa si deve pensare di lui?.
In raaltà questo aumento dell’IVA non lo voleva nememno il P.D. letta 2. Lo voleva solo il Bildemberg rappresentato nel governo da Fabrizio Saccomanni perché non ci sono sufficienti risporse per continuare a finanziare le missioni all’estero.
bildembergDiciamo questo a riprova del fatto che il binomio Napolitano-Letta si sente più vincolato al Bilemberg che non agli inetressi del paese e in definitiva anche agli interesi del loro stesso partito.
Ma, ammesso pure che si dovesse fare nell’interesse o per comando del Bildemberg, questo colpo di mano, domando: è espressione di intelligenza politica farlo in quella maniera e con quei tempi?
E poi tanto per troncare ogni residuo margine di dialogo fra i due partiti P.D. e P.D.L., che ti fa Enrico Letta? Scrive una nota in cui definisce i gesti di Berlusconi «folli e dettati da motivazioni personali».
Cioè passa dai sermoni all’insulto.
Mi chiedo: ma che per caso è pazzo?

Credo anch’io fermemente a questo punto nella necessità di riformare la legge elettorale perché se il P.D. è fatto da gente come Enrico Letta allora meglio, ma molto meglio, un sitema elettorale che lascia in piedi solo due coalizioni: quella che mi auguro si vorrà riunire intorno a Beppe Grillo (M5S, IDV, Vendola, Rifondazione Comunista) e quella che rimarrà con Silvio Berlusconi. Al limite meglio un colpo di stato militare che un governo retto dal P.D. e segnatamente da personaggi come Enrico Letta. Esponenti di quel tipo –ormai abbiamo capito – sono soltanto dei maggiordomi eunuchi al servizio di Germania e Stati Uniti nel convincimento – ormai fasullo – che Germania e Stati Uniti facciano anche i nostri interessi. Una volta era così. Ma a partire dalla caduta del muro di Berlino in poi, Germania e Stati Uniti sono quelli della trattativa, delle stragi, dell’euro e di tutte le cose che ci hanno inorridito e rovinato.

Domando: Possiamo dire a questo punto o con Grillo o con Berlusconi – non ha importanza – la parola “basta”?

Michele Imperio

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