Letta, la globalizzazione non ci spaventa. E a Berlusconi: non è un perseguitato

Una consultazione pubblica della durata di tre settimane  e cinquanta interventi normativi per attrarre investimenti esteri e far tornare in Italia investimenti di italiani all’estero. Oltre a un road show, del presidente del consiglio, Enrico Letta, e dei ministri dello sviluppo economico e degli esteri,  Flavio Zanonato ed Emma Bonino, per presentare oltre confine le misure i che il governo ha cominciato a esaminare oggi, nel corso della riunione del consiglio dei ministri che è terminata da pochi minuti. Nel corso della conferenza stampa finale il premier Enrico Letta ha annunciato che “Destinazione Italia è un piano di attrazione degli investimenti  al quale diamo molta importanza”, tanto da prevedere prima dell’approvazione definitiva, “una  consultazione pubblica con tutti i soggetti,  istituzionali, pubblici e privati”. Letta ha aggiunto che “è fondamentale dare un segnale molto forte al mondo di coloro che fanno investimenti economici, industriali e finanziari” e ha anticipato che la prossima settimana, insieme con Bonino e Zanonato, sarà a New York “per incontrare gli operatori finanziari di Wall Street e illustrare il provvedimento”. In ottobre, il 7, 8 e 9 del mese, il premier volerà  negli Emirati arabi uniti per presentare le misure. “Destinazione Italia è un tentativo molto forte di dire che l’Italia non ha paura della globalizzazione”, ha detto Letta, “usando tutta la sua capacità per cerare un modello che non è un outlet che svende tutto, ma neanche Fort Apache che difende con i denti tutto ciò che è italiano. E’ un modo per per rendere più internazionale l’Italia e per fare sì che investimenti italiani andati fuori tornino in Italia: si tratta di cinquanta misure concrete e semplici. C’è molto di semplificazione, fisco, piano aeroporti, bonifiche. E naturalmente c’è il piano di privatizzazioni tutto da raccontare.Sarà presentato in ottobre, il ministero dell’Economia ci sta lavorando”.  Letta, riguardo al videomessaggio di Berlusconi che annuncia la nascita di Forza Italia e attacca la magistratura, mettendo in pericolo il governo, ha detto: “Non sono Jo Condor, sulla stabilità del governo andremo all’attacco.  Il governo non è un un punching ball, stiamo lavorando in modo molto concreto e attento, per gli italiani. Non abbiamo nessuna intenzione di creare cortocircuiti su questi temi. Da un po’ di tempo c’è la volontà di usare il governo come un punching ball, tutti se le danno di santa ragione, ma noi continuiamo a lavorare”. Poi la risposta indiretta al Cavaliere: “In Italia siamo in uno stato di diritto, non ci sono persecuzioni e rispettiamo l’autonomia della giustizia e il lavoro dei magistrati”.

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