Equitalia, 5 indagati per la procura di Roma

Diverse perquisizioni (presso abitazioni, uffici e sedi di società) sono state svoltye questa mattina in alcune città italiane (Roma, Napoli, Latina, Venezia, Genova) su ordine della procura della capitale a carico di funzionari di Equitalia che avrebbero garantito indebiti vantaggi finanziari a imprenditori e professionisti. In cambio della promessa di denaro, infatti, sarebbero state accolte, senza che vi fossero i requisiti, istanze di rateizzazione di cartelle esattoriali oppure si sarebbe interferito nelle procedure di versamento dei contributi previdenziali alterando sia la correttezza dei dati relativi al pagamento sia la visibilità degli stessi, anche al fine di ottenere la rinuncia, da parte dell’ente di riscossione, ad adottare le procedure di esecuzione immobiliare. L’indagine, coordinata dal procuratore aggiunto Nello Rossi e condotta dai pm Francesca Maria Loy e Francesco Ciardi, contempla alcune ipotesi di corruzione e chiama in causa, oltre a professionisti e imprenditori, anche Francesco Pasquini, l’ex direttore regionale di Equitalia del Lazio, attuale direttore regionale della Liguria. Dal canto suo, la società di riscossione delle imposte fa sapere di stare “già collaborando con gli inquirenti affinché venga fatta piena luce sui fatti oggetto di indagine e sulle eventuali responsabilità”. “A tal fine”, si legge in un comunicato diffuso da Equitalia, “rimarrà a disposizione per fornire tutti i documenti e le informazioni necessari e procederà a porre in essere le opportune iniziative contro le eventuali responsabilità che emergeranno a carico dei dipendenti coinvolti nelle indagini”.

Nel pomeriggio, poi, è emerso come siano cinque i soggetti direttamente coinvolti nella vicenda: Roberto Damassa, ex dirigente di Equitalia sud spa, Salvatore Fedele, attuale dipendente dell’agenzia riscossione, il commercialista Domenico Ballo, l’imprenditore Romolo Gregori, rappresentante legale della Gresa srl, e Alberto Marozzi, quale mediatore e consulente. Le accuse sono di concorso in corruzione dato che, la procura di Roma, nell’ambito dell’inchiesta ha scoperto una serie di “indebiti vantaggi fiscali elargiti a professionisti o titolari di impresa” consistiti, almeno fino al maggio 2012, nella rinuncia da parte dell’Ente ad esecuzioni immobiliari intraprese a fronte del mancato adempimento di obblighi erariali o nel garantire l’accesso al beneficio della dilazione di cartelle esattoriali”.

Damassa, oggetto di perquisizione presso la propria abitazione e gli uffici della Rigel srl, si sarebbe attivato, secondo la procura, in almeno tre occasioni. A beneficiarne sarebbero stati Marzia Pelone e la Geress srl (entrambi con la rateizzazione di una cartella esattoriale) oltre all’imprenditore Romolo Gregori, per il quale lo stesso Damassa e il mediatore Alberto Marozzi, in cambio di un primo acconto pari a mille 1000 euro, pianificavano e realizzavano una manovra finalizzata alla manomissione dei dati informatici contenuti negli archivi dell’Inps con il duplice scopo di consentire alla Gresa srl (riconducibile a Gregori) l’accesso alla rateizzazione dei debiti contributivi e la visibilitá dei relativi versamenti anche in assenza di un effettivo rimborso da parte dell’azienda debitrice”. Salvatore Fedele, attuale dipendente Equitalia, dal canto suo, avrebbe agevolato la società partenopea Gruppo Servizi Ambienti Metropolitani srl, amministrata da Annamaria Rizzo (anche lei oggetto di perquisizione), cui veniva suggerito di falsificare i dati contabili aziendali per usufruire delle dilazioni di pagamento delle cartelle esattoriali.

Altre manovre fraudolente sulla contabilità aziendale sarebbero state eseguite da Salvatore Fedele e dal commercialista Domenico Ballo, sempre in cambio di mille euro di acconto, a favore di quattro società, riconducibili a Giorgio Moffa, e, in cambio di una somma imprecisata di denaro, a beneficio di quattro cooperative, gestite da Paolo Conte e Lucio Licciardi. Anche se l’indagine è ancora in divenire, il sospetto degli inquirenti è che ci fosse “una fitta rete di contatti e rapporti tra gli indagati e i pubblici ufficiali in servizio presso l’agenzia di riscossione Equitalia”. “Tali favoritismi”, spiega il decreto di perquisizione, “raggiungevano l’apice negli interventi diretti di Francesco Pasquini, all’epoca dei fatti direttore regionale Lazio di Equitalia Sud spa, il quale dimostrava in più occasioni di agevolare la situazione debitoria delle persone fisiche e giuridiche che gli venivano sottoposte, di volta in volta, da Roberto Damassa”. Anche se a suo carico non c’è alcuna iscrizione sul registro degli indagati, Pasquini si è visto perquisire questa mattina i suoi uffici presso la direzione regionale Liguria di Equitalia Nord spa, a Genova.

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