Guerra contro il fumo, Ue altro giro di vite

sigarette_fumoLa commissione Sanità pubblica del Parlamento europeo ha approvato a larga maggioranza, la bozza di direttiva che prevede l’aumento delle misure di “dissuasione” dal fumo. Sul 75% del pacchetto di sigarette troveremo presto immagini-shock, verrà messo un freno alle sigarette elettroniche, bando del mentolo e del formato slim, no alle vendite on-line. Il testo sarà in plenaria a settembre o ottobre. Quelle ritenute più ‘forti’, a maggior contenuto di nicotina,  potranno essere vendute solo in farmacia.

La Commissione parlamentare ha bocciato dunque la proposta di ‘pacchetto anonimo’, che già era stata respinta dai ministri della salute. Tra gli emendamenti posti in votazione, ma non approvati, anche la proposta di aprire il mercato europeo ai “prodotti alternativi a basso rischio”, dal tabacco da masticare alle sigarette non a base di tabacco. Dopo il voto in plenaria, l’iter legislativo prevede l’avvio del cosiddetto ‘trilogo’ ovvero la trattativa tra Parlamento, Consiglio e Commissione per stilare un compromesso sui punti di contrasto.

Il mercato del tabacco, secondo i dati presentati nella ‘valutazione d’impatto’ della Commissione europea sulla proposta di direttiva, ha un valore di 136,5 miliardi di euro. Nel 2012 il 28% dei cittadini europei si sono detti fumatori o consumatori di tabacco. Il documento dell’esecutivo indica che “una riduzione del 2,0% del consumo ridurrebbe le spese per la salute pubblica di 506 milioni di euro all’anno nell’insieme della Ue”.

Soddisfazione tra i gruppi parlamentari, in particolare per l’abolizione del formato slim e del gusto mentolo e per l’ok alla richiesta di considerare le sigarette elettroniche a più alto contenuto di nicotina come medicinali da vendere in farmacia. Ma qualche perplessità è stata espressa da Pirillo (Pd) che si è detto “perplesso” sull’efficacia di abolire le sigarette slim e al mentolo rispetto all’obiettivo di disincentivare il fumo tra i giovani. “Sono stati fortemente penalizzati – ha aggiunto – i prodotti a rischio ridotto. Questo non è affatto positivo perché non si offre un’alternativa meno nociva alle persone che decidono di continuare a fumare”.
“L’attività delle lobby chiaramente non ha funzionato da noi” ha invece sottolineato la relatrice, la laburista britannica Linda McAvan, in coro con l’ecologista francese Michele Rivasi. “Abbiamo ottenuto una prima vittoria, malgrado le pressioni delle lobby” ha aggiunto quest’ultimo.
La laburista ha sottolineato che per la Commissione “la priorità assoluta è quella di evitare che una nuova generazione venga reclutata tra i fumatori. Per riuscirci è fondamentale agire sul ‘packaging’ e sugli aromi”. Le sigarette elettroniche, poi, secondo McAvan “possono giocare un ruolo importante per smettere di fumare” e quindi “vanno regolamentate, ma devono restare sul mercato e le aziende avranno molti anni per adattarsi ai nuovi requisiti regolamentari”.

Di deriva “proibizionista e controproducente” parla invece Save the Choice, comitato indipendente per la difesa delle libertà individuali, che si è schierato contro la direttiva che ha appena avuto il via libera. Save the Choice ha lanciato una massiccia raccolta firme sul suo sito e sui social media, Facebook, Twitter e Google Plus, con le richieste di votare ‘no’ inviate direttamente ai parlamentari europei.
Una petizione che dal web si è spostata nelle strade e nelle piazze di molte città italiane, da Milano a Roma, da Torino a Palermo, passando per Bologna e Rimini, per mostrare in anteprima alla gente i nuovi pacchetti scioccanti concepiti da Bruxelles.

“Premesso che il fumo fa male alla salute – afferma Annalisa Chirico, portavoce di Save the Choice – fumare non è un reato. Da Bruxelles arriva invece l’ennesima dimostrazione di una pericolosa china paternalistica. Noi diciamo no allo Stato balia. La direttiva sul tabacco avrà il solo effetto di accrescere il mercato illegale. Vogliamo informazione, non provvedimenti ‘spargiterrore’. Quella di Save the Choice è soprattutto una battaglia in difesa dell’individuo e dell’impresa, perché se oggi tocca al tabacco domani a quali altri prodotti potrebbe toccare?”.

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